UN VIAGGIO NEL MONDO DEL MAKE UP

Un viaggio nel mondo del make up consente di arricchire le proprie competenze, di sviluppare maggiore creatività e ampliare le vedute, esplorare nuovi orizzonti consente di confrontare uno stile di vita differente da ciò che si conosce.

Namaste e il saluto di benvenuto in lingua Indiana, significa “m’inchino a te”, si utilizza sempre all’inizio della comunicazione verbale o scritta, a volte basta semplicemente il gesto di unire le mani per comprendere la medesima espressione.

La cultura indiana si differenzia da quella europea, dal modo di vivere, la cucina, l’abbigliamento e il make up, in particolare nella celebrazione nuziale.

Nella preparazione di un matrimonio indiano esistono regole prestabilite, nello specifico il giorno precedente alla data ufficiale, la sposa dovrà dedicare del tempo per farsi realizzare un tatuaggio temporaneo all’henné su mani e piedi con una tecnica definita “Mehandi”, riporta i nomi degli sposi e la personalità di entrambi, a questo evento partecipano le amiche che intonano dei canti per augurare prosperità e fortuna.

Le donne indiane amano un trucco ben elaborato e definito, il kajal è indispensabile per regalare sensualità allo sguardo, un prodotto in polvere naturale da applicare con l’apposito bastoncino, simbolo di bellezza, inoltre usato per allontanare l’energia negativa.

La scelta del trucco sugli occhi differenzia dall’orario del matrimonio, i colori solitamente sono disposti in questo modo, la mattina gradazioni di pesca o corallo, il rosa e il marrone, mentre la sera si osa con l’oro e il bronzo, le tonalità si uniscono creando sfumature in sequenza con un effetto tridimensionale per un trucco impeccabile.



Il rossetto in abbinamento seguirà le tonalità calde, come il rosso e le sue gradazioni di colore.

Un’altra particolarità è il “Sindoor”, l’utilizzo di una polvere rossa che lo sposo dovrà spargere sui capelli della propria sposa alla fine della cerimonia, questo simboleggia la loro unione, la medesima polvere si utilizza al centro tra le sopracciglia con un puntino di colore rosso, denominato “Bindi”, significa la nuova condizione della donna nella società, per le ragazze nubili si utilizzano colori diversi.

Oggi si può optare l’utilizzo del Bindi in modo più semplificato, tramite un’applicazione adesiva colorata, alcuni con disegni e decori glitterati, la scelta è ampia, numerosi siti online vendono questi accessori, utilizzati anche dalle donne occidentali come decorazione artificiosa di moda.

Un altro ornamento molto importante nella religione indù, è un emblema, il Tikka o Tika, che s’inserisce tra i capelli, in mezzo alla scriminatura, si fissa con un uncino ai capelli e il pendente in gioiello scende sulla fronte a rappresentare il terzo occhio.

La scelta di quest’oggetto è indicata per le cerimonie importanti e per le neo-spose, possibile indossarlo con o senza il Bindi.

L’abbigliamento femminile, il “Sari”, è formato da una fascia di tessuto di diverse metrature, si avvolge intorno alla vita e termina su una spalla creando un drappeggio, mise molto colorate e importanti, impreziosite dai gioielli indossati e inseriti nell’abito, i metalli più ricercati sono oro, argento e pietre preziose.

Il sacerdote per unire la neo coppia prenderà un lembo del sari e lo legherà alla camicia dello sposo, dopo lo scambio degli anelli e delle ghirlande di fiori, si tengono per mano e camminano per tre volte attorno a un braciere sacro recitando odi in simbolo di fortuna, prosperità e fedeltà.

Al termine della festa, gli sposi porteranno nella loro casa il fuoco utilizzato per infondere le promesse, dovranno mantenerlo costantemente vivo, segno di un amore duraturo.